L’Italia indaga su Apple per quanto riguarda i servizi di cloud computing

L’Osservatorio italiano ha aperto la sua terza inchiesta antitrust sul produttore di iPhone, concentrandosi sui servizi di cloud computing dell’azienda di Cupertino.

Ci sono state accuse di correttezza e pratiche commerciali scorrette in termini di servizi cloud offerti da Apple, Google e Dropbox. E ora, Reuters in un breve articolo lunedì ha rivelato che L’Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che è l’autorità antitrust italiana, ha ora confermato di aver aperto un’inchiesta non solo su Apple, ma anche su Google e Dropbox come ben oltre i servizi di cloud computing.

Sono indagati per presunta violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. “I procedimenti riguardano presunte pratiche commerciali scorrette e la possibile inclusione di clausole abusive nelle condizioni contrattuali”, si legge in una nota.

setteBIT ci indica un comunicato stampa dell’ACGM, ecco una traduzione automatica:

Lo scopo dell’indagine è accertare se Apple e Amazon abbiano attuato un accordo restrittivo per vietare la vendita di prodotti a marchio Apple e Beats da parte di rivenditori di elettronica non aderenti al programma ufficiale di Apple, che legittimamente acquistano prodotti da grossisti per poi rivenderli ai rivenditori.

A giudizio dell’Autorità, l’accordo di esclusione di taluni soggetti dal mercato appare potenzialmente in grado di ridurre la concorrenza elevando barriere allo sbocco dei mercati di vendita on line a scapito dei rivenditori non ufficiali, che solitamente sono piccole e medie imprese che vendono sul web utilizzando i servizi del marketplace.

Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli al momento del post.

Questa indagine è separata dalla recente indagine italiana sulla presunta fissazione dei prezzi, che a giugno ha accusato sia Apple che Amazon di impedire la vendita di dispositivi Apple e Beats ai rivenditori.

Immagine: Apple Piazza Liberty a Milano, Italia

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